Una giornata particolare
…Eppure i segnali premonitori non erano mancati, il dj famoso (uno dei più richiesti in Italia) che non solo veniva a suonare gratis, ma aveva ottenuto la liberatoria dal locale per cui lavora, quello di punta della riviera, con la motivazione: “si, solo per Grillo”. E poi ancora, un piccolo esercito di tecnici di tutti i tipi che si metteva a disposizione per tutelarci in problemi di ogni genere; gli sponsor-attivisti, l’entusiasmo del locale che ci ospitava, gli sconti imprevedibili ottenuti dai fornitori, la cover band di Rino Gaetano che viene (gratis, come tutti) da Sassoferrato ringraziando e dichiarandosi onorata per la chiamata.
Insomma, i sintomi c’erano, ma noi, che lavoravamo al V-Day da quasi due mesi, non volevamo vederli, forse per scaramanzia.
Così, la mattina dell’8 settembre (si, questo incipit suona effettivamente un po’ “storico”) mi arriva una telefonata al lavoro. Gli amici incaricati di montare il palco per la festa-concerto della sera ci dicono che fin dalle 9 del mattino è passata gente che chiedeva di firmare. Siamo completamente spiazzati. Cerchiamo disperatamente di metterci in contatto con i consiglieri comunali che hanno dato la loro disponibilità come vidimatori (a proposito grazie a tutti da parte nostra, Acacia, Catalano, Cassiani, Di Domenico) chiedendo la cortesia di anticipare il loro arrivo al primo pomeriggio.
Arrivo sul posto previsto per la festa (con inizio alle 18) verso le 14, ho funzioni di direttore artistico. Il sole picchia, mi dicono che dalla mattina moltissime persone sono andate via deluse per non aver potuto firmare, ma arriva un vidimatore e le firme si possono finalmente raccogliere. Dalle 15 alle 3 di notte sarà un flusso ininterrotto dell’umanità più varia per età e ceto sociale. Fra le presenze più curiose: alle 16 si presentano due coppie in abito da cerimonia, stanno andando a un matrimonio ma non vogliono far mancare la loro firma al V-Day, comprano anche la maglietta.
Alle 16.30 un momento di panico, arrivano due vigili della polizia municipale, li vedo arrivare dopo che hanno parcheggiato i mezzi e vengo assalito da mille dubbi: avremo tutti i permessi in regola? Ci vorranno rompere le scatole in anticipo per il rumore previsto per stasera? Si presentano con uno sguardo gentile al gazebo: “Volevamo firmare la proposta di legge…”.
Alle 17 c’è già la coda, la festa teoricamente dovrebbe cominciare fra un’ora, abbiamo già venduto tutte le magliette. Comincio a rendermi conto che quella cosa lì, che chiamiamo festa e abbiamo organizzato in contemporanea con altre centinaia di città in Italia, sta diventando un’altra cosa, è una processione laica, civilissima.
Ore 17.15 i tecnici fanno le prove del suono e i nostri antennisti riescono a stabilire la diretta con Piazza Maggiore a Bologna, solo l’audio, perché il sole picchia ancora e sul maxi schermo non si vedrebbe niente. La gente che ha già firmato si raccoglie in cerchio, ascolta, ride, saranno un centinaio: “l’ascolto collettivo della radio”, mi dico, non avevo mai visto niente del genere. Forse è l’emozione che provavano gli antifascisti che ascoltavano le trasmissioni clandestine…
Comincia il concerto all’ora dell’aperitivo, c’è tanta gente in fila, non una protesta per l’attesa, guardo i tavoli delle firme, conto 8 raccoglitori insieme ai vidimatori, tutti a testa bassa. C’è qualcosa che mi commuove in quello spettacolo, ma non me lo posso ancora permettere, ho del lavoro da fare, la serata da portare a termine come promesso nel programma. Per fortuna tutto fila liscio grazie al sacrificio di tanti.
Avevamo previsto una soglia di felicità a quota 500 firme. Alle 19.45 finiamo i moduli, le firme sono già 1000 e qualcuno e andato a Fano a prenderne per altre mille. Ormai è una specie di sbornia, più firme raccogliamo, più gente c’è a far la fila.
Cosa sta succedendo?
Sono le 23. Che ci fanno centinaia di ventenni in coda per un quarto d’ora con la patente in mano solo per fare una firma? Sono questi gli sballati del sabato sera? Quelli senza valori, che pensano solo a drogarsi e ubriacarsi?
Ore 00.15, L. G., 27 anni di Pesaro, mette felice la firma numero 2000.
I moduli sono finiti, i raccoglitori di firme e i vidimatori sono sfiniti. Molti, ancora in fila, tutti ragazzi, rimangono delusi, noi ci scusiamo dichiarando chiusa la raccolta.
Ore 01.00. In una giornata che è stata già abbastanza incredibile di suo, alcuni ragazzi prendono fogli bianchi e penne dal gazebo e iniziano una nuova, spontanea, raccolta di firme, pur consapevoli che non varrà per le stime ufficiali. I nostri, colpiti, si mettono a disposizione per dare ordine a quel rito bellissimo quanto teoricamente inutile che sa tanto di democrazia.
E’ la degna e toccante conclusione di un rito collettivo e liberatorio. Il V-Day ha avuto il merito di offrire un momento di partecipazione civile inedito. Chi lo ha vissuto, non credo se lo dimenticherà.


la povera Loredana Ceccarelli è rimasta fuori dal testo, ma è stata lì un bel pò a vidimare firme.
grazie anche a lei
pr
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