Molto interessante
Persone che rappresentano forze politiche – come partiti o giornali palesemente schierati col direttore in testa alla truppa – si affannano in questi giorni ad annunciare che gli Amici di Grillo Pesaro sarebbero “divisi”. Sarà vero? Chissà.
La cosa certa è che queste persone, più cercano di affossarci e più – come in un tentativo di affogare un galleggiante – vedono i loro sforzi vanificarsi. Anzi diremmo proprio che si fanno del male.
Provo a spiegare perché:
Abbiamo toccato forse dei fili che non dovevamo, la sfacciataggine e l’irriverenza di fronte al potere emersa in questi mesi fino al momento – sublime – dell’approvazione di un petizione avanzata da cittadini, ha sparigliato le carte di parecchi centri di potere, istituzionali e non.
Quindi, siamo invisi a molti perché non controllabili attraverso i modi classici su cui si è strutturata la paccottiglia che va sotto il nome di “politica” degli ultimi decenni.
Risultato: abbiamo dimostrato che pochi cittadini organizzati e determinati alla partecipazione democratica possono coinvolgerne altri a migliaia e decidere ad esempio – come accaduto con SIAMO POETI – i criteri con i quali i megacostruttori padroni della città dovranno costruire le case da oggi in poi, in termini di riduzione della dispersione del calore e quindi di risparmio di combustibile (criteri meglio noti come “classe B”) allineando le future nuove abitazioni pesaresi agli standard tedeschi e avvicinandole a quelli svedesi. In ogni caso parliamo di avanguardia assoluta in Italia.
I signori che si sgolano per annunciarci come “divisi” (anche se fosse, che vuol dire? che non abbiamo un capetto coi tacchi e il trucco pesante che ci dice cosa pensare?) svelano in realtà il fastidio per ciò che abbiamo dimostrato, cioè che noi cittadini possiamo decidere riguardo a tante cose importanti, possiamo partecipare.
Il passaggio è solare, più noi siamo deboli (e divisi) e più siamo poco, più si autodenuncia la pochezza e la fragilità di quella politica che ci è ostile, infinitamente più impotente, sterile e inutile nella sua azione politica di un branco di sciamannati, ammalati di passione civile e mania di partecipazione.
Pensate un po’ a chi ci dovremmo affidare o far rappresentare…
In bocca al lupo.


“La paura è una intensa emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto”.
“È una delle emozioni primarie, comune sia alla specie umana, sia a molte animali”.
Io non userei il termine tanto amato dagli autori “hanno paura di noi”, il motivo è nelle due righe sopra prese in prestito da “Wikipedia”, il politico per natura non ha emozioni, non ha paura (in quanto come cade e cade, cade in piedi).
È una emozione (si legge sopra) comune alla specie umana (e loro di umano hanno ben poco).
Chi si sgola per annunciare divisioni interne (ma qui parliamo di divisioni dialettiche, di “strumenti” diversi da usare per raggiungere l’obbiettivo comune … che è lo stesso per noi tutti), resterà deluso.
Il fatto che non ci siano capi e capetti, con o senza tacchi, con chioma trapiantata o pelati, con la barba o meno … non ha importanza … le idee che noi abbiamo sono “GENUINE”, sono “PULITE”, vengono dalla “BASE” (cittadini), sono “ALTE” e volano sopra chiunque svolga la funzione “gratuita” di rappresentanza del nostro gruppo.
Ovviamente bisogna fare attenzione a volare vicino la politica, la politica a volte (anzi spesso) brucia le ali … lontani dai politici (quindi) ma vicini ai bisogni della Città e dei cittadini.
Raffaele
Credo che sia ormai nei fatti la partecipazione dei poeti e dei movimenti alle prossime elezioni locali.
Darei a questo evento per ora una probabilità pari al 60%.
Ma questa partecipazione deve manifestarsi in forme assolutamente nuove ed imprevedibili.
Bisogna fare il contrario di quello che la politica ufficiale fa!
Quando queste forme si dispiegheranno vedremo la sorpresa nel viso della vecchia politica !
@Gaioing
caspita, cercavo un modo per dire esattamente le tue stesse parole, tranne che aumenterei la percentuale …
per prima cosa allora proporrei di uscire dalla definizione “centro-desta-sinistra”
perchè noi non dovremmo appartenere a questa categoria, pertanto resta: avanti/davanti dietro/indietro oppure su/sopra o giu/sotto
per ovvi motivi opterei per il sopra o (su)
sopra dà anche l ‘idea di controllo “esterno”
oppure “sopra” le parti ecc…ec..
@Bestiadrago e Vanny
io direi che SIAMO NOI e basta
ovvero
che PER NOI LA LETTURA DELLA REALTA’ E’
QUESTA
che PER NOI I RIMEDI SONO QUESTI
La % del 60 è scaramantica, anzi credo che già ora i movimenti siano condizionanti per “il sistema”.
Notate infatti quanti eletti si stracciano le vesti di fronte alle petizioni dei poeti!
Vedo la rappresentanza, eventualmente, come qualcosa da strappare a loro e da conquistare per tutti noi.