Sabato notte qualcuno ha rotto il vetro di una finestra nella sede del CSA Oltrefontiera in via Leoncavallo (Villa S. Martino) per gettare all’interno una molotov molto artigianale, che si è accesa, causando per fortuna solo lievi danni.
Poche settimane fa scrivevamo per esprimere la nostra solidarietà al Carlino la cui sede era stata fatta oggetto di scritte idiote, oggi siamo a farlo verso il CSA per una cosa che poteva avere conseguenza molto, molto gravi. I cretini sono sempre in moto.
Amici di Grillo Pesaro
Una verde vittoria. Non solo nostra, ma di tutti

Ancora euforico per la raccolta firme del 25 Aprile scorso in occasione del V2-Day, sono qui ad aggiornarvi sugli sviluppi di un’altra iniziativa locale che avevamo avviato il 16 febbraio scorso.
Intanto ringrazio personalmente e a nome di tutto il meetup quanti di voi abbiano firmato per i quesiti referendari del V2-Day, più di 1400 firmatari per una raccolta di 4175 firme, ma approfitto per ringraziare le oltre 200 persone che nella sola giornata del 16 Febbraio scorso, hanno firmato la nostra petizione “M’Illumino di meno, M’illumino di verde“.
La petizione aveva 3 richieste:
- Convertire tutti i contratti di fornitura elettrica, a fornitura da sole fonti rinnovabili.
- Impegnarsi a garantire che almeno il 20% degli impianti rinnovabili fossero, nuovi impianti.
- Farsi promotore di analoga iniziativa in tutte le imprese partecipate (Pesaro Parcheggi- Marche Multiservizi ecc..).
Bene, il 21 aprile scorso il Comune, con una delibera ha recepito tutte e tre le richieste che sono immediatamente operative.
Mi sembra un ottimo ed importante risultato, ed ha evidenziato come sia importante una pressione e richiesta costante da parte della cittadinanza anche laddove il Comune sia sensibile o disponibile ad approvare determinati provvedimenti.
Questo ci spinge a proseguire in questa direzione.
Nelle prossime iniziative suggeriremo nuove proposte che vadano in senso di riduzione dei consumi a favore di un risparmio energetico.


@i poeti attenti alla energia
E’ vero che con queste misure si obbliga l’Ente Pubblico a credere alle fonti aternative, ma è questa davvero verà virtu’?
Io avrei molti dubbi a riguardo!
Innanzi tutto non deve sfuggire a tutti noi che il modello imperante è quello in cui esistono gestori a caccia di massa critica di utenti e che, il modello giusto dovrebbe essere quello dell’isola energetica diffusa.
In altre parole: che ne sarà del carrozzone Enel se i cittadini e gli enti pubblici cominciano ad investire nella elettricità che viene dal sole?
Ecco quindi che scattano le contromisure!
a-ti obbligano a pagare l’E.E. praticamente 5 o sei anni prima del pareggio
b-fanno sfruttare gli incentivi al sistema bancario che ci fa discreti soldini di ritorno con gli interessi.
E’ vero che è meglio questo di nulla, ma la strada per un vero risparmio energetico passa per il superamento relae degli attuali modelli fondati sui gestori a caccia di masssa critica di utenti!
Se ne è accorto anche un poeta sublime!
Il Nobel Dario Fo … a “Che tempo che fa” !
Caro Gaioing,
da qualche parte si dovrà pur iniziare, no?
A me questo sembra un ottimo risultato ed aggiungo i miei ringraziamenti alla popolazione a quelli soprastanti di michele!!!
Felice per la delibera Comunale …. direi di battere il ferro finché è caldo ….!!
L’idrogeno – ricavabile a basso costo dal metano – (e Gaioing potrà confermarlo) è una delle fonti di energia più pulita per il futuro (e l’Italia ne parte avantaggiata), abbiamo le più imponenti condutture di metano (due immensi Metanodotti sulla dorsale appenninica) che (pur devastando il territorio) attraversano l’intera Italia da Sud a Nord per raccordare il “famoso” anello del mediterraneo (paesi del Nord Africa con il resto dell’Europa) … questa energia ci passa sotto il naso e viene sfruttata pochissimo … portiamo avanti noi questa idea per il Comune di Pesaro … che ne dite ??
La notizia è (sui maggiori quotidiani):
Arezzo prima città a idrogeno e nelle case sostituirà il metano
Ad ideare il progetto è stata una piccola cooperativa di trentenni (quando si parla di giovani talenti mi luccicano gli occhi), la Fabbrica del Sole , che ha messo sul piatto 800 mila euro più i 400 mila stanziati dalla Regione Toscana.
Per il momento l’idrogeno viene ricavato prevalentemente dal metano, ma entro l’anno sarà al 100% iper-pulito grazie ai pannelli fotovoltaici che forniranno l’energia necessaria a scindere le molecole dell’acqua separando l’ossigeno (destinato a usi medici) dall’idrogeno.
L’idrogeno viaggia a bassa pressione in un tubo di 10 centimetri di diametro a poco più di un metro di profondità, non ci sono problemi di sicurezza, per ora hanno realizzato un chilometro di condotte (ad Arezzo) ma le potenzialità sono enormi perché in questo modo è possibile distribuire in modo facile ed economico elettricità, calore, carburante per le auto.
L’idea piace anche ai cinesi (il consigliere scientifico dell’ambasciata cinese ha chiesto di disegnare un progetto simile per Pujan, una città di 600 mila abitanti vicino a Shangai).
Il Parlamento europeo ha deciso di realizzare, entro il 2025, una capillare rete infrastrutturale dell’idrogeno.
In Italia, oltre alla Toscana (che a Pisa sta mettendo a punto il distretto dell’idrogeno da eolico), si muove con decisione anche la Puglia.
Entro un anno entreranno in funzione cinque distributori di idrometano, una miscela formata dal 30 per cento d’idrogeno e dal 70 per cento di metano, che potrà essere utilizzato dalle macchine a metano (senza alcuna modifica per quelle vendute negli ultimi 2 o 3 anni – quindi anche per la vettura di Italo).
La Fabbrica del Sole estenderà questo progetto, finanziato con 5 milioni di euro dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia, al rifornimento delle barche (spiega Nicola Conenna, presidente dell’Università dell’idrogeno, con sede a Monopoli – Bari).
“Le barche a vela potranno utilizzare idrogeno puro per i loro motori ausiliari e per le altre imbarcazioni sarà disponibile l’idrometano”.
Che ne dite ??
Raffaele
@Rabelviso
E’ indubbio che prima o poi andremo a idrogeno…
ma io farei a meno di sfruttare il metano, che proviene dalla raffinazione del petrolio o da giacimenti naturali ancora di una certa potenza.
Il petrolio va mantenuto come materia prima per tutti gli impieghi biochimici o simili di natura sussidiaria.
Risparmiare petrolio significa quindi sfruttare meno il metano.
Possiamo produrre l’H direttamente con il sole scindendo l’H2O, o ancora meglio con meccanismi che imitino le piante nella loro funzione clorofilliana … ma queste trasformazioni hanno bisogno comunque di una base petrolifera sottostante…
un pannello fotovoltaico o quant’altro, se non c’è più petrolio, con cosa lo produci?
Per cui cominciamo a risparmiare petrolio e metano.
Senza contare poi il fatto che per gli impieghi energetici impulsivi il petrolio è ancora fondamentale…in attesa delle energie del futuro (fissione confinata o addirittura fusione nucleare)!
Ma, come detto prima, bisogna implementare modelli di isola energetica diffusa con gestori piccoli, dello stesso peso delle comunità amministrate , che si riferiscano per i finanziamenti a banche di nuova concezione dette banche etiche, al contrario di quelli attuali che ormai sono sovra-nazionali.
Aspetto infatti di vedere Hera o magari Banca Intesa, prima o poi, confluire su qualcos’altro!
Ancora siamo in un trend percepito negativo !
Pochi si rendono conto del prossimo futuro pervaso dallo stress delle materie prime!
Pensano che tutto si aggiusterà e continuano per la loro strada monotona!
@ Gaioing
Probabilmente sarò in errore io, ma il campo lavorativo in cui da anni vivo mi aveva insegnato un’altra cosa … forse le informazioni non erano giuste.
Il metano è certamente un idrocarburo semplice (alcano) formato da un atomo di carbonio e 4 d’idrogeno; la sua formula chimica è CH4, e si trova in natura sotto forma di gas.
Quindi pur essendo un idrocarburo non è un derivato diretto del petrolio (non è frutto della lavorazione del petrolio in raffineria).
Dalle mie nozioni, e se ricordo bene, il metano è il risultato della decomposizione di alcune sostanze organiche (in assenza di ossigeno) è quindi classificabile anche come biogas.
Quindi se le informazioni in mio possesso sono giuste le fonti d’emissione di metano nell’atmosfera sono in percentuale:
1. fonti naturali (paludi e simili) con il 23%
2. estrazioni da combustibili fossili con il 20%
3. escrementi degli animali (bestiami) con il 17%
4. batteri e simili presenti nelle risaie con il 12%
5. decomposizione di rifuti solidi urbani (discariche) e biomasse (anaerobica) con il 28%
Io sapevo – inoltre – che il metano si trova nel sottosuolo (vedi “San Donato Milanese” o le piattaforme davanti alle nostre coste) direttamente allo stato naturale (usabile), invece il GPL (Gas di Petrolio Liquido – la sua formula chimica è CO2, H2O e NOx) è in effetti un derivato del petrolio e si recupera in gran parte in raffineria, è una miscela di diversi idrocarburi paraffinici, o alcalini a basso peso molecolare, il propano è il componente principale; il GPL ha un potere calorifico maggiore del Metano a parità di peso, il primo brucia del tutto a differenza del metano.
Il Metano è più ricco di idrogeno (contiene 4 atomi di idrogeno “H4”) mentre il GPL ne contiene meno (ne ha solo due “H2”), anzi quello che mi avevano sempre detto è che il metano con il proprio contenuto di idrogeno nell’uso casalingo che noi facciamo spreca queste particelle di idrogeno (aggiungo che l’ignaro cittadino paga per metano anche l’ossigeno che viene compresso all’interno delle tubazioni per ottenere la pressione sufficiente alla rete cittadina).
Non volevo annoiare i lettori su queste formule e problemi – ci potremmo sentire telefoncamente o davanti ad un buon bicchiere di vino “senza etanolo” (che sono sempre molto interessanti) ma la domanda era … vogliamo tentare di far fare a Pesaro ciò che Arezzo (e non solo) ha realizzato … anche questo è risparmio energetico (ed i finanziamenti ci sono).
Raffaele
@Rabelviso
in generale il metano si trova in natura nel sottosuolo esattamente come il petrolio.
Sono entrambi stati creati dalla macerazione nel sottosuolo delle immense conifere ivi inghiottite da movimenti tellurici apocalittici avvenuti milioni di secoli fa.
Il metano è stato,dalla natura, più raffinato del greggio petrolifero.
Oltre che nel sottosuolo si può estrarre metano dalle fonti che hai elencato.
Per me, essendo entrambi combustibili naturali, che per essere riformati avrebbero bisogno di nuovo di nuove conifere,svariati milioni di secoli , di movimenti tellurici apocalittici e via dicendo, dovrebbero essere conservati il più possibile.
In altre parole il metano è meglio estrarlo, ad esempio, dai rifiuti o da procedimenti del tipo di quelli di cui hai parlato.
Se sei interessato a queste tematiche ( come il riutilizzo energetico dei rifiuti) possiamo vederci nella sede delle Nuove Resistenze a Talacchio sul tardo pomeriggio di un giorno in cui sei disponibile.
Ti faccio vedere il prototipo che estrae dai rifiuti la materia prima-seconda, permettendo il risparmio della quantità di petrolio e/o metano equivalente necessario alla stessa quantità di materia prima.
Penso che sia utile che un addetto al settore energetico come sei tu lo debba vedere e divulgare!
Poi andiamo a un ristorante a farci una pizza.
telefonami quando vuoi…. 0721-371674 .
@ Gaioing
Con gran piacere … !! Ti chiamo !!
Raffaele
Sempre @Rabelviso
in attesa della tua chiamata, preciso che, per spiegare tutto in parole povere,se i movimenti tellurici di milioni di anni fa hanno confinato sotto la crosta terrestre piante semplici, come mele, pere, pomodori o simili, da esse si è creato il metano…
se invece hanno confinato piante complesse di alto fusto come pini, abeti, sequoie giganti o simili, da esse si è creato il petrolio.
Questa è la spiegazione più semplice che mi è venuta !
Se potessi venire anche io a visionare il prototipo di LNR ne sarei parecchio contento.In più potremmo sicuro parlare insieme di come poter impostare il progetto idrogeno per Pesaro!Mi fate sapere?Tanto il mio cellulare l’avete!
@AZucchi e per i poeti energetici
propongo una riunione del meetup sui temi energetici alla sede del LNR a Talacchio in via del Piano…
programma in giornata da destinarsi
h 18.30
-visita al prototipo differenziatore dei rifiuti
- progetto idrogeno e progetto
per la sperimentazione del prototipo
-varie e eventuali
h 20.30
pizza e birra nel ristorante del LNR
NON CENTRA NULLA CON L’ARTICOLO MA I CRETINI E LE (poche) COSE BUONE hanno in comune qualche cosa.
Avrei voluto scrivere un articolo, ma le procedure sono lunghe e tortuose e quindi mi ridurrò ad un semplice (forse un pò lungo) commento su un articolo che forse nulla ha a che fare con l’argomento proposto dall’autore.
Ero convinto che la prerogativa di “curiosità” era sinonimo di “donna” ho da ricredermi, l’occasione per testare questo mio (chiamiamolo) “difetto”, che mi accorgo or ora essere comune a tantissima gente, mi è stato fornito dall’Agenzia delle Entrate che per poco quest’oggi( il garante della Privacy gli ha stoppati) ha permesso a tutti i cittadini di mettere il “naso” nei redditi altrui.
L’ormai ex ministro Padoa Schioppa prima di andar via e cedere lo scettro a Tremonti ha permesso a tutti i cittadini possessori di un PC di girovagare fra i redditi “dichiarati” dai cittadini italiani, alla mia mente sono venuti fuori i nomi di tanti conoscenti, amici e nemici e la “curiosità” ha iniziato a lavorare.
E’ il caso di dire che questi sono cittadini che dichiarano un reddito e pagano quindi le dovute tasse (forse a volte troppe o forse alcune altre volte troppo poche) ma vedere scorrere i nomi ed i redditi dichiarati mi hanno permesso di valutare la lealtà di alcuni e le falsità di altri.
A Pesaro ci sono da poco, ma vi assicuro vedere alcuni nomi di “professionisti” (avvocati, dentisti, notai, poeti, idraulici, commercialisti … Politici “locali”) mi hanno lasciato dell’amaro in bocca .. quei falsi “pezzenti” avevano dichiarato redditi da Amministratori Delegati di Multinazionali italiane e altri che viaggiano in SUV, pranzano giornalmente in famosi ristoranti ed hanno al polso Rolex d’oro dichiarano di guadagnare meno di un maestro elementare; c’è persino il politico di estrema sinistra che ha un reddito da nababbo!! (ovviamente non farò mai i nomi)
Ovviamente l’occhio e le dita hanno digitato G – I – U – S – E – P – P – E (spazio) G – R – I – L – L – O, e d’un colpo appare “nato 21 luglio 1948, Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: € 4.272.591 – Imposta netta: € 1.823.010
Che dire non male, beato lui – aggiungo – ma in effetti paga le tasse che problema c’è.
Curioso vado nel BLOG di Beppe Grillo, per vedere se vi fossero commenti e qui che vedo la vera sorpresa, Grillo si è “incazzato”, afferma che: «Pagare le tasse così è troppo pericoloso – scrive – meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento». Secondo Grillo infatti con la pubblicazione on-line dei redditi «i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell’agenzia delle entrate.
Picchia duro su Padoa Schioppa, Visco e Prodi … e non finisce qui perché Grillo fa la sua proposta: «Inviamo una mail al prossimo ministro dell’Economia Giulio Tremonti (proprio quello che fino ad ieri era stato bersagliato proprio da lui) perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l’accesso a chiunque di dati sensibili privati».
Vado a leggere i post che Grillo invita ad inviare e qui un’altra sorpresa … i “grillini” si dividono, una gran parte si rifiuta (commentando) di inviare la mail ed altri con motivi alquanto grossolani tifano per l’iniziativa.
Vi riporto due mail trovate sul BLOG ma anche su qualche quotidiano on-line: «Ti brucia il cu… che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?». Ed un altro che cerca con ironia di spiegare il perché di un intervento giudicato dai più in “controtendenza”: «Da buon genovese – si legge nel post – Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi».
MA LA TRASPARENZA TANTO URLATA … !! VALE A SENSO UNICO O PER TUTTI ::: !! urlo in silenzio fra me e me.
Signori le dichiarazioni dei redditi sono sempre stati atti pubblici, un tempo erano i giornali locali a pubblicarli e nel caso bastava recarsi presso il Comune e con una semplicissima domanda si ottenevano i dati reddituali dei singoli cittadini!!
Non “oso” fare commenti ad un mio (finto) commento ma sarei curioso di leggerne qui qualcuno.
Raffaele
P.S: lo posto anche nel Meetup
@ Gaioing
Sarei felicissimo … venire con Zucchi e con tutti coloro che sono interessati all’argomento.
Speriamo presto.
Raffaele
Il problema del rapporto col fisco e della sua pubblicizzazione non è semplice.
A mio parere in generale non si dovrebbe temere che chiunque legga i tuoi redditi.
E’ sempre successo nei giornali quindi che problema c’è? La mafia di alto livello arriva comunque a capire se sei ricco o no!
Il problema se mai è quello di battere l’evasione !
Per battere l’evasione si deve permettere a chiunque di detrarre dal lordo, prima della tassazione, tutte le spese che gli permettono di vivere (proposta fiscale di PBC)
Con una misura come questa si potrebbe togliere l’IVA che spesso è fonte di evasione.
Infatti per non pagarla,non potendo detrarla,i clienti di un professionista lo incitano a dichiarare meno del dovuto.
Quindi, con una efficiente rete informatica, tutti i flussi potrebbero essere noti alle autorità fiscali ed anche a chi ne faccia richiesta motivata.
Poi ci vogliono efficienti norme anti elusione.
Poi ci vuole la semplificazione burocratica.
Con queste norme tutti pagherebbero e le tasse diminuirebbero per tutti.
In Italia, al contrario vige la mentalità che, per prima cosa, bisogna inventare il peccatore.Le nostre norme fiscali mirano principalmente a questo.
Gli studi di settore vanno quindi aboliti.
Se sei ricco con queste misure paghi il minimo e lo diventi ancora di più.
Molti piccoli contribuenti invece si allineano agli studi di settore e quindi pagano più tasse del dovuto solo per non avere la finanza in casa.
Comunque la politica finanziaria e fiscale del governo Prodi è stata pessima.
Quanto a Grillo ho già detto da tempo che deve essere un riferimento… in fin dei conti le lotte le fa… non un emblema!
complimenti per l’iniziativa e soprattutto per il risultato ottenuto! spero che sia solo il punto di inizio per adottare stili di vita più consapevoli e rispettosi della nostra terra!!!… e a dare l’esempio è ora che comincino le istituzioni!