Parte IV: “La questione morale a Pesaro non esiste.” (O. Giovanelli)
L’Onorevole Oriano Giovanelli, eletto in parlamento nel collegio elettorale di Pesaro, risponde indirettamente, sul Carlino di domenica 21 dicembre, alla domanda che viene da noi oltre che dal Paese e da alcuni elettori di entrambi gli schieramenti. La sua è un’affermazione doverosa da parte di un eletto in parlamento, un atto automatico e comprensibile, ma ci piacerebbe articolare meglio la questione. Se l’Onorevole vorrà farlo, vista la sua dichiarata dimestichezza con web, blog, mail, chat… ne saremmo felici.
Dunque la “questione morale”. In assoluto non esiste, infatti quella che chiamiamo “morale” è una serie di regole, scritte e non, che piantano dei paletti nel dedalo dei comportamenti umani e ci dicono cosa è corretto fare e cosa non si può. Nei fatti si potrebbe dire che ognuno ha la sua propria morale, ma per una buona convivenza sociale non si può prescindere dalla maggior condivisione possibile. Oggi ad esempio, riguardo alla “morale” come la intende Berlusconi, il paese è spaccato. Ma la morale è “fluida” ed “elastica” visto che a un certo livello finisce col convergere in un unico punto senza eccezioni di schieramento destra/sinistra. Poi vedremo come.
Dalle parole di Giovanelli sembra di intravedere – data l’aria che tira a Firenze, in Campania e in Abruzzo intorno al PD – una tendenza a sovrapporre la questione morale in politica con quella giudiziaria. Quindi a Pesaro non c’è questione morale perché non ci sono inquisiti o condannati. Vero.
Cioè si intende la questione morale come sovrapposta e coincidente col codice penale e civile. E’ strumentalizzando questo approccio che molti politici spesso invocano il legittimo principio della presunzione di innocenza per rimanere attaccati a poltrona e stipendio quando coinvolti in fatti poco chiari. Certo, nessuno è colpevole fino a condanna passata in giudicato – ci mancherebbe – ma la politica può vivere delle regole del codice penale? O occorrerebbe rifarsi ai principi del buon senso e di ciò che è opportuno perché anche questi entrano a far parte della morale?
E poi, se in una città o in una regione – vedi ad esempio ciò che emerge in Calabria sul caso De Magistris – la magistratura dorme e non fa il suo dovere, questo significa che è tutto a posto?
L’ex giudice Gherardo Colombo, dà spunti di riflessione interessanti per orientarsi su questo punto dicendo: se invito una persona a cena e quella sera scompare l’argenteria, non aspetto che si arrivi al terzo grado di giudizio per decidere di non invitarlo più.
Ci sembra un’idea più semplice e realistica di quella della media dei politici, ma soprattutto più trasparente.
Ancora, non va dimenticato che riguarda la morale anche il vezzo di fare leggi a proprio uso e consumo (c’è bisogno di fare nomi?) o intendere le regole in modo distorto, facendone un uso strumentale. E si ritorna ai paletti. Non crede l’Onorevole Giovanelli?
Per fare un esempio e scendere nel pratico in tema di orientamenti morali, ci piacerebbe sapere dal nostro deputato: quali paletti ha usato per orientare la sua coscienza di fronte al voto sulla autorizzazione a procedere tenuta recentemente alla Camera nei confronti di Salvatore Margiotta?
In quel frangente, l’Onorevole Giovanelli e tutti i suoi colleghi erano tenuti, a norma di regole, a decidere se da parte del Pubblico Ministero di Potenza John Woodcock che aveva richiesto l’arresto del deputato Margiotta (nella foto) per presunte tangenti legate agli appalti per l’estrazione petrolifera in Basilicata, ci fosse un tentativo persecutorio o meno. Cioè dovevano valutare se l’inchiesta avesse il fine di colpire e perseguitare l’Onorevole Margiotta senza valide basi investigative.
Attenzione: secondo la Costituzione non dovevano decidere se c’erano sufficienti indizi (quello è compito del giudice terzo) ma solo se c’era persecuzione o no.
Il paradosso è che la votazione dell’aula è stata compatta (quindi senza aspettare la risposta di Giovanelli sappiamo già cosa gli ha suggerito la sua morale) fatta eccezione per Idv e che il documento che ha accompagnato il voto della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha sottolineato l’ottimo lavoro di Woodcock, che quindi tutto ha fatto, tranne che perseguitare qualcuno.
Allora, Onorevole Giovanelli,
a Pesaro, lei, il suo Partito e noi elettori che l’abbiamo votata e delegata, ce l’abbiamo o no una questione di regole morali condivise?
Andrea Marzi e Andrea Zucchi


@ the Voice
Il potere legislativo, ovvero il Parlamento, ovvero, in particolare, Giovannelli, pur non avendo i mezzi per giudicare l’atteggiamento persecutorio o meno di John Woodcock,che invece ha apparati investigativi dalla sua di un certo peso, deve per forza esprimersi così !
Sai perchè?
Perchè il buon senso, lo esprimono i contesti semplici , mentre un Parlamento è un contesto complesso!
E’ una questione , come sempre, di energia!
Ciò significa che per portare avanti nel progresso questo paese sciagurato che sta vedendo il fallimento, occorre semplificare e di moooooltooooo la politica!
Ma io direi che è ora di semplificare e di moooltoooo la vita e la visione di ciascuno di noi.
Che dire allora di Pescara, dove il sindaco del Pd è stato scarcerato per motivi puramente tecnici (scarso pericolo di inquinamento prove o ripetizione del reato…per forza,il sindaco si era dimesso!)ma col decreto di scarcerazione che precisava che tutte le accuse permanevano inalterate…e tutto il PD si è scagliato contro la magistratura,adducendo che il suddetto sindaco aveva subito un’incarcerazione ingiusta,chiedendogli addirittura di riprendersi l’incarico!Ma la cosa più bella è la motivazione di ciò:che se era stato scarcerato,vuol dire che era innocente!!! Questo è fare peggio di Berlusconi:il PD tutto si deve vergognare!Ad oggi, dovendo scegliere solo tra i 2,voterei PDL,almeno so chi ho davanti…
@AZucchi
In questo momento saresti pronto per fare un salto quantico nella tua concezione della politica.
E’ esattamente quello che dovrebbe fare RC.
Ma che cosa è un salto quantico?
E’ un salto da un livello energetico ad un altro, esattamente come fanno gli elettroni che si muovono in orbite attorno al nucleo.
Nessuno potrà mai dire in che orbita decidono di allocarsi, tant’è vero che esiste il detto popolare, ovviamente relativamente agli ambienti scientifici,”chi ha mai visto un elettrone?”
Quindi decidono da sè !
Quando è il momento saltano verso il livello energetico (orbitale) più conveniente per loro!
Ma poi , in quell’orbitale precedente, possono sempre ritornare!
Viene fuori una visione della natura non deterministica, ma pensante!
I sistemi della politica ci incatenano con i concetti del determinismo, del tipo carisma del capo, fedeltà assoluta ad una idea etc.
Noi dobbiamo invece fare come fanno gli elettroni!
Quando siamo stressati in un orbitale, passare a quello che ci dà meno stress!
In questo punto, come giustamente hai intuito, la fisica quantistica ed il taoismo sono molto vicini!
Perfetto! Sai che ho sempre usato, da molto tempo, come metafora relativa alla possibilità dell’uomo di elevarsi quella dell’elettrone che aumentando la sua energia può fare un salto di orbitale e allontanarsi dal nucleo!?
Adesso invece è qualche giorno che una sorta di insight mi ha portato ad aggiungere a questa metafora un parallelismo con la gravità, che ci può bloccare intorno ad un pianeta ma se, usata nella giusta maniera, anche lanciare verso l’universo…
@AZucchi
Per sfruttare la gravità in senso stretto ed essere lanciato in alto devi, semplicemente, attraversare l’influenza di un pianeta che ha una massa molto più grande di quella della terra.
Infatti, ad esempio, la massa di tutti i pianeti del sistema solare, appunto incatenati al sole, è soltanto lo 0,1% di quella del sole!
Fuor di metafora significa che devi rivolgere la tua attenzione alla tua mente.
Il nostro corpo infatti è solo un veicolo biologico puramente materiale,che sente ineluttabilmente le questioni legate alla legge di gravità. La nostra mente invece no!
Ci sono persone che, allenando la mente con tecniche particolari,riescono a vivere dei sogni coscienti in cui provano l’effetto su se stessi di lievitare in assenza di gravità.
Un sogno cosciente è una cosa che non si scorda e che pensi di vivere come se fosse realtà.E’ un qualcosa in cui entri ed esci a piacimento.
Nell’antologia “Nero Marche” (della Ennepilibri) appare un racconto (che vi invito a leggere o rileggere)dal titolo:
“Ucciso il Tramonto” di un pesarese “DOC” (uno vero autore) che si firma con lo pseudonimo di “Pietro Calibano”.
Un libro denuncia dell’intreccio “Politica Affari” … questo (eccezionale) personaggio ha “presumibilmente” le sue origini a “Villa Fastiggi” (detta anche la piccola “Stalingrado”) luogo che offri i “natali” a Renato Fastigi (primo sindaco pesarese del dopoguerra) e all’attuale sindaco Luca Ceriscioli.
Ci sono particolari che riportano alla memoria la morte dell’ing. Gianni Torri (nell’agosto del 1995) in barca con l’allora sindaco Oriano Giovannelli.
Vi è anche una forte denuncia nei confronti dei suoi concittadini (nome di fantasia “San Pietro in Calibano”) che non si ribellano allo “status quo” ed alla presenza incontrastata del vero problema “morale” che da sempre accomuna la “destra” e la “sinistra” della politica italiana.
E’ facile affermare che non esiste la “questione morale a Pesaro” … è facile quando la convivenza (affari/politica) è talmente radicata da non essere più in grado di ammettere razionalmente la propria concussione e partecipazione alle vicende lobbistiche del nostro territorio.
Raffaele
[...] sulla questione morale in provincia: http://www.spettatorimaipiu.it/2008/12/questione-morale-a-pesaro-esiste-2/ [...]