
Di recente l’AD di Marche Multiservizi ha paventato la possibilità che lapesante sanzione UE, applicata ai Comuni che non hanno raggiunto i livelli prescritti di raccolta differenziata, potrebbe essere fatta pagare ai cittadini.
Non ci stupisce che amministratori fuori obiettivo preferiscano che a pagare i danni della cattiva gestione siano i cittadini, e non i loro portafogli. Ricordiamo a tutti, infatti, che questo vizio di far pagare il conto agli altri era da tempo attivo: lo stesso Tiviroli, infatti, proprio lo scorso novembre, dichiarava che a Pesaro, a causa del porta a porta, sarebbe forse aumentata la tariffa rifiuti. Ma come? dicemmo noi, in tutti i comuni d’Italia i dati confermano che i comuni col porta a porta guadagnano, e non aumentano le tariffe… e a Pesaro succede il contrario? Occorre che chi ne ha il potere verifichi questi strani bilanci, preventivi e consuntivi.
Ci opporremo fermamente a che, ancora una volta, l’incapacità e le conseguenze della strategia aziendale delle multiservizi e dei comuni inadempienti ricadano sulle spalle dei cittadini. Tanto sia che questo avvenga direttamente, con l’aumento delle tariffe, sia che avvenga indirettamente, attingendo ai bilanci comunali per pagare la sanzione. A tal proposito invitiamo sin d’ora i Sindaci, quali membri del consiglio di amministrazione di Marche Multiservizi s.p.a., a manifestare anch’essi ufficialmente il proprio dissenso e ad assicurare che a pagare siano i responsabili. Naturalmente, della vicenda, interesseremo la Corte dei Conti regionale perche’ vigili e metta gli amministratori di fronte alle proprie responsabilità.
Sta di fatto che a Pesaro, nonostante gli sforzi dell’assessore Michele Gambini, non riconfermato dalla Giunta Ceriscioli, la raccolta porta a porta si è fermata al centro storico e lo stesso sindaco fa conoscere dati, anch’essi quanto mai inconsueti, secondo i quali a Pesaro si raccoglierebbe quasi più materiale riciclato con le isole ecologiche che con il porta a porta. Dati differenti da quelli di tutt’Italia, che invece mostrano chiaramente come la raccolta porta a porta sia la migliore ed anche, se ben organizzata, la più comoda per tutti i cittadini. Sembra che si sia schierato quindi un fronte trasversale, i cui dati certamente non reggerebbero ad un’analisi corretta, che insiste perché il riciclo dei rifuti si fermi a poco più del 50% (il massimo ottenibile finora con le isole ecologiche), e a questo coro si aggiungono membri del Pdl pesarese e de La Destra fanese, che vedono il porta a porta addirittura come un “incomodo” per i cittadini… Un po’ come chi si scagliava nel ‘900 contro la “scomodità” dell’introduzione dei regolamenti stradali.
Tutto ciò porterebbe a vari nefasti risultati:
- la possibilità per Hera di realizzare un inceneritore in provincia, grazie allo spauracchio dell’intasamento prossimo delle discariche e al via libera della legge regionale, vedi proposta n.269/2008, che autorizza le provincie a decidere autonomamente in merito a questi impianti
- nuove sanzioni UE perché la maggior parte dei comuni non raggiungerà DI NUOVO il tetto minimo prefissato del 60% di RD entro il 2010
- la percezione che quello del “differenziare i rifiuti” sia un optional, da effettuare a gradimento e quando se ne a voglia, e non una necessaria abitudine da acquisire, con le dovute attenzioni ed il dovuto sostegno pubblico.
Se è questa la capacità degli amministratori e l’acume politico degli “eletti”… diciamo in primis ai pesaresi: facciamo uno sforzo per garantirci un futuro.
Porta a porta il prima possibile, ovunque. Nessun aumento delle tariffe. Più posti di lavoro nel settore del riciclo dei materiali e quindi nessun inceneritore.
Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano


@ i poeti
a breve avrò una nuova connessione…
ma qui si può fare una semplice constatazione:
la raccolta differenziata porta a porta va bene in area condensata (in città) e con particolari tipi edilizi da servire(case alte a corte).
In area vasta è un fallimento per chiunque.
Ne volete una prova?
Ebbene: un compattatore che si muove in area vasta e conferisce in 1 giorno 15 q.li di plastica, agli attuali valori della borsa rifiuti, guadagna 250 euro dalla sua vendita, ma costa, a sua volta, tra spese per l’energia di trazione,stipendi per conducenti e varie altre, 800 euro al giorno! sic!.
Ecco il motivo per cui il dato provinciale della raccolta differenziata è tutt’ora al livello di un misero 25%!
Cosa significa tutto ciò:
semplicemente che in area vasta (provinciale) il meccanismo del gestore unico in poche discariche è fallimentare.
E le discariche in media si satureranno tra 10 anni.
Il miglior alleato del possibile non esaurimento delle discariche è, al momento, la gravissima congiuntura economica!
Ma i cittadini al momento non pensano a queste cose….
Oggi ho fatto l’ultimo tuffo nel bellissimo mare di Pesaro di questi tempi…un mare per veri amanti della natura… ebbene, dietro di me alcuni cittadini un pò attempati commentavano tra loro così:
” Ho visto MissI talia… i’scarta grass…Noemi, n. 45, Miss Italia per te finisce qui! Dammla me me!” Sic!