Riportiamo gli interventi degli amici ambientalisti Domenico Balducci e
Massimo La Perna sulla questione del secondo casello.
Ricordo che su tale questione Claudio Orazi (LUPUS) ha giustamente
sollecitato un intervento delle Associazioni. Chi può e vuole stendere
una proposta ? A.M.
Impatto lieve e tanti vantaggi”
«Il secondo casello a Santa Veneranda ha una sua logica». Il sopralluogo
della commissione Urbanistica a Santa Veneranda è servito al consigliere
Domenico Balducci, recentemente rientrato nel Pd come Indipendente, per
verificare che «l’impatto ambientale del casello progettato da
Autostrade non è così elevato come qualcuno vuol fare credere.
L’avvallamento presente nell’area dove dovrebbe sorgere il casello,
riduce l’impatto visivo. Il traffico uscirà in un sottopasso e non ci
sono rampe sopraelevate». Balducci propende per Santa Veneranda, così
come altri in maggioranza, vedi Acacia Scarpetti e non solo. E lo stesso
vale per la Giunta, dove non tutti sono allineati sull’ipotesi di via
Solferino proposta da Pieri. E c’è chi ancora non ha preso nessuna
decisione. Segno che nella coalizione di governo c’è ancora molta
incertezza e pareri discordanti sulle due ipotesi di casello percorribili.
Balducci, secondo il sindaco Ceriscioli non ci sono i numeri in
consiglio comunale per Santa Veneranda…
«Quali numeri? Non ci siamo mai contati in maggioranza, inoltre ci sono
diversi nuovi consiglieri che vogliono capire. E per fare questo, tutti
quanti dobbiamo avere gli opportuni elementi di valutazione. Due anni
fa, a questo proposito, avevo chiesto uno studio sui flussi di traffico,
che non è mai stato fatto».
Perchè lei dice che Santa Veneranda ha una sua logica..
«E’ l’unico casello che si può definire Pesaro Sud. Si libererà il
traffico sulla Statale e servirà a completare l’Interquartieri a 4
corsie. Questa è una scelta che, oltretutto, ci consentirà di avere la
circonvallazione fino a Muraglia, magari a carico di Società Autostrade.
In caso contrario non ci saranno i soldi per finanziarla».
E via Solferino?
«La valuteremo, comunque la mia impressione è che il casello migliore
sia quello di Santa Veneranda».
L’ex assessore Michele Gambini, suo ex compagno politico, prima nei
Verdi, poi nel circolo Rosso-Verde nel Pd, ha proposto un referendum…
«Lo condivido. E’ opportuno andare avanti su questa strada e mi
impegnerò anche io per questa consultazione. Ritengo che la stragrande
maggioranza dei cittadini pesaresi sia favorevole all’ipotesi sostenuta
da Gambini, cioè casello a Santa Veneranda».
Mentre si cerca di fare valutazioni, prove di dialogo e nuove ipotesi,
il tempo passa…
«Il potere contrattuale di Pesaro verso Società Autostrade si sta
riducendo. E se si continua a tergiversare sarà ancora peggio. E le
divisioni non ci aiutano. Io non vorrei che la logica di qualcuno fosse
quella di non volere, alla fine, il secondo casello».
E se Santa Veneranda saltasse?
«Non verrà mai realizzata l’Interquartieri a 4 corsie, nè la
circonvallazione. Sarebbe una partita monca».
T.D.
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Titolo: “Un’altra uscita è necessaria e via Solferino non è la
scelta
giusta”
L’urbanista Massimo La Perna interviene a sostegno del secondo casello
di Santa Veneranda: «Chi, come i Verdi di Pesaro, ancora nega l’utilita’
di un casello di Pesaro Sud, finge di non vedere che il casello sud, di
cui Pesaro attualmente dispone a Bellocchi di Fano, induce lungo almeno
5 km di fascia urbanizzata nei due comuni, impatti ambientali non
sostenibili, e peggiori di quelli che un nuovo casello aggiungerebbe
agli impatti attuali su S.Veneranda. Sui temuti pantani, stando al Piano
di Assetto Idrogeologico regionale, anche il progetto Spea ora in esame
evita le aree esondabili dal Genica. Naturalmente, per allontanare da
S.Veneranda le rampe d’accesso, si affrontano dislivelli crescenti tra
l’A14 ed il fondovalle Genica-Castagni, ma tuttavia superabili, entro un
certo limite, con pendenze regolamentari e senza appositi tornanti». E
sull’ipotesi di via Solferino: «Difficile capire come la “nuovissima
montelabbatese”, che e’ il presupposto originario del casello detto “di
via dei Cacciatori”, possa integrare e mitigare un casello in via
Solferino, anche perche’investirebbe proprio Villa S.Martino».
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Alberto Milazzo


@ i poeti
Credo che qualsiasi soluzione si troverà, lascerà la situazione irrisolta.
Perchè?
Perchè la città dovrebbe essere organizzata secondo criteri di dislocazione energetica che partano dalla costruzione, in primis, delle arterie dorsali.
Invece la città di Pesaro, nonostante i tanti urbanisti succeduti, è cresciuta col criterio della rendita edilizia che ha depauperato gli spazi pubblici e la viabilità che ne è venuta fuori, compresa quella ciclabile, è penosa! Non più risolvibile!
Quindi il meglio sarebbe non far nulla … ovviamente neppure la III corsia!
Ora, visto che i ns politici non hanno il peso di bloccare gli ordini che vengono dai sovra-poteri e qualcosa devono pur farlo, (altrimenti che ci stanno a fare?) … si confronteranno in mille modi, “soffriranno” in altrettanti mille modi e alla fine arriveranno a una decisione che peggiorerà comunque la città.Amen.