
C O M U N I C A T O
Il degrado di cui parla l’ing. Montagna, costruttore che non ci sembra
noto per la affermata sensibilità ambientale, esiste solo perché Capo
Est è una bruttura: spiaggetta invasa dal parcheggio e dai ristoranti,
caos e disordine imperanti, assenza di qualsiasi pianificazione….Il
resto è splendidamente verde, le piante stanno benissimo, anche senza
gradoni. Dove sarebbe il degrado per cui si dovrebbe intervenire a base
di cemento? L’unico degrado è il porto stesso, una bruttura che sarebbe
da eliminare piuttosto che da ampliare….
Può la costa sopportare due grossi interventi come il porto di Pesaro e
quello di Vallugola? Possiamo permetterci di spendere milioni di euro
per alzare le scogliere e ripascere le spiagge dopo che i due porti
avranno esacerbato l’erosione? Siamo alle solite: guadagni privati e
costi collettivi. E poi, siamo certi che tutti i posti barca che si
renderanno disponibili tra Pesaro e Vallugola saranno occupati? Ci
sembra improbabile, anche alla luce della situazione economica; poichè
anche i cementificatori vedono come va l’economia, pensiamo che per
loro
il vero affare non siano i posti barca, ma quello che ci sarà sulla
costa….L’ing. Montagna vorrebbe apparire come un filantropo che
investe denaro per salvare un bene pubblico, ma tutto ciò sembra
piuttosto una favola, anche alla luce delle bugie propinateci negli
incontri sul Piano del Parco.
Da quando sono gli stessi progettisti a stabilire l’entità
dell’impatto?
La strada di cui si parla a Gabicce lo sanno da sempre che si vorrebbe
carrozzabile….
Si può prevedere ragionevolmente che, dopo la costruzione del nuovo
porto di Pesaro, la falesia sarà aggredita come non mai dalle
mareggiate; se ci mettiamo anche l’ampliamento di Vallugola e
l’innalzamento del mare, si può pronosticare una serie di crolli, che
daranno un ottimo pretesto per interventi drastici, con scogliere a
spese pubbliche, e quindi col cambio dei fondali e col totale
snaturamento di una zona finora piuttosto libera da scogliere.
Chiunque può osservare come nei bassi fondali ciottolosi ci siano specie
che sulla sabbia non ci sono: tappeti di anemoni, ricci di mare, molte
diverse specie di granchi, gamberetti, bavose, scorfani…una bellezza
di biodiversità. Con le scogliere arriva la sabbia, e si trovano solo
paguri e vongoline.
Questo è il vero degrado che dobbiamo aspettarci se il progetto andrà
avanti!
Mentre in altri paesi si rinaturalizzano fiumi e si lascia libertà ai
processi naturali di erosione e trasporto, da noi si continua col
cemento, con il profitto di pochi, la spesa di molti, e la distruzione
degli ultimi ambiti naturali sopravvissuti.
Circolo Rosso&Verde
Legambiente Pesaro
Lupus in Fabula
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