La protesta del Comitato genitori insegnanti
Tra tante materie traballanti, “l’arte di arrangiarsi” rischia di essere
perfezionata al punto di ergersi ad oggetto da tesi di laurea. «Le
famiglie sono sul punto di ritrovarsi a provvedere per tutto
all’interno delle nostre scuole – fanno sapere dal Comitato Genitori
e Insegnanti di Pesaro – Dalle saponette alla cartigienica, dai
gessetti ai fogli, lo Stato non ci passa più nulla. Nelle scuole
pesaresi lo storico contributo volontario delle famiglie per
migliorare l’offerta, ora diventa praticamente obbligatorio per la
sopravvivenza della struttura scolastica». E nelle scuole con mensa
adibita, senza compresenze, la sorveglianza non può più spettare ai
docenti, ma gli istituti pesaresi si sono ritrovati a ricorrere alle
cooperative, con altri costi e altrettante famiglie che hanno
rinunciato al servizio. In più si aggiungono i paradossi, quali
introduzioni di Adsl e wireless in scuole pesaresi non adeguate alla
novità multimediali. Per arginare l’attesa seconda ondata di tagli, il
Comitato Genitori e Insegnanti riprende il suo itinerario di
assemblee ed iniziative divulgative volte ad allargare la
mobilitazione, anche in considerazione che da quest’anno scolastico
la forbice dei tagli si abbatterà pure sulle scuole superiori. Il primo
appuntamento è per il 16 ottobre presso la sede dell’ex Prima
Circoscrizione in Baia Flaminia, con il Comitato che invita a
segnalare ogni forma di disagio scolastico all’indirizzo
comitatoscuolaps@alice.it. D.S.
Mauro Marinucci del comitato

