Giornata contro la violenza sulle Donne

Esistono diversi tipi di violenza quella fisica e quella psicologica; la violenza fisica è brutale e più evidente, la violenza psicologica è silente e ti scava dentro giorno dopo giorno creando un? insicurezza e una prigione da cui sembra impossibile fuggire.
Molte donne accettano per anni situazioni devastanti ….perchè? Perchè è così difficile chiudere quella porta e dire basta?
Nonostante l’emancipazione della donna e i successi raggiunti nel lavoro continuiamo a giustificare atteggiamenti…… ingiustificabili.
C’è un libro bellissimo “donne che amano troppo ” affronta in modo terapeutico le radici del malessere femminile che non riesce ad opporsi alla violenza . Sono radici lontane da ricercare nell’infanzia . In quel senso di vuoto che accompagna da tutta la vita le carezze non ricevute,
il sentirsi rifiutate,colmare quel vuoto diventa sempre più difficile ma non impossibile, per questo mie amate donne se vediamo una piccola luce una mano che vuole aiutarci NON rifiutiamola perchè ciò che non succede per anni può succedere in un attimo, l’amore e il rispetto che dobbiamo a noi stesse è un diritto e non un premio.
Visitate il sito del servizio antiviolenza della Provincia:
Centro Antiviolenza “Parla con Noi” PU
Un grande abbraccio a tutte le DONNE .
AnnaMaria Pierangeli.
Alla corte del Cavaliere
Tra i bodyguard per la sua sicurezza e gli estetisti per il suo aspetto, un’altra schiera i uomini non manca mai alle spalle di Berlusconi: i suoi difensori mediatici, i fantastici quattro.
Fede, Rossella, Minzolini e Signorini. Quattro attempati manipolatori di notizie che pur di salvare il “bel padrone” non hanno paura di essere tacciati di incoerenza. Sono loro a proteggerlo, consigliarlo, aiutarlo, indirizzarlo, difenderlo, coprirlo, giustificarlo, sorvegliarlo, accudirlo, finanche coccolarlo. Ed è grazie a loro che nel ballottaggio, ad esempio, tra le Noemi e le Patrizie, fanno uscire Berlusconi come il grande vincitore.
Chiamati a combattere la grande guerra mediatica, i quattro si attivano contemporaneamente nei diversi campi dell’informazione.
Facile descrivere la figura di Emilio Fede, spudorato e senza ritegno nel difendere il suo Papi dal Tg4 ai numerosi mezzi di informazione ai quali rilascia interviste. In onore del suo caro leader si era persino dimenticato, qualche mese fa, di aver conosciuto la mora Barbara Montereale, amica della D’Addario e, poco dopo, perdendo gli ultimi bricioli di dignità, si giustificava così davanti a prove schiacianti: “Pensandoci bene me la ricordo. Sono vecchio e la memoria fa brutti scherzi”.
Per restare in tema Tg, torniamo indietro di tre canali per arrivare a quello di Rai1. E’ questa la sede di Carlo Rossella, colui che non conferma e non smentisce (come gli indicherebbe il suo lavoro), ma smussa, dirotta. E’ lui quello che giustifica il Presidente del Consiglio paragonandolo a Mao (senza ricordarsi che quest’ultimo si fece responsabile di immani crimini contro l’umanità).
Nella carta stampata è invece Augusto Minzolini a tenere le redini. Lui che quando succede qualcosa al Primo Ministro fa costantemente la stessa scelta: incellophanare tutto in un silenzio artificiale e passare oltre. Ma questo non è paragonabile al martirio di un kamikaze per colui per il quale è stata creata la dizione di minzolinismo, ossia “il raccontare anche l’informale”?
E pensare che fu lui a dire “Il privato di un politico è pubblico”.
L’ultimo della guardia mediatica è Alfonso Signorini, direttore di Sorrisi e Chi, che attravero queste due testate, le più lette delle berlusconiane, non si limita a tacere, od a smussare. No, lui fa di più: lui inventa. La sua creatività non ha limiti, è uno dei migliori sognatori della nostra società.
Tv pubblica, Tv privata, quotidiani e settimanali: il Cavaliere ha sempre le spalle coperte.
Ciao ciao bicicletta!

Da un po’ di giorni stiamo assistendo ad un delirio mediatico, una strumentale – ci sembra – demonizzazione della bicicletta da parte dei quotidiani locali.
Qual’è la causa dei numerosi ingorghi, dell’aria irrespirabile, della serenità cittadina perduta?
E’ talmente semplice: le biciclette… sono loro che si insinuano dappertutto, in tutti i sensi vietati, passano con il rosso, sopra i marciapiedi a sfiorare i pedoni… insomma: il ciclista? Un vero cancro della società! Ma non preoccupatevi, scattano le multe! (originale trovata).
E la demagogica propaganda è scattata all’indomani dell’annuncio da parte dell’assessore Briglia che in una via di Pesaro (Via Mancini) i lavori di riadattamento che presto prenderanno il via non prevedono la pista ciclabile. Ogni albero verrà studiato ramo per ramo per stabilire se potrà rimanere ai lati della nuova via ma non ci sarà la pista ciclabile.
Certo che dopo il tanto parlare di inquinamento e di soglie superate dei PM10 non sembra che ai nostri amministratori interessi tanto la salute dei suoi cittadini.
Tutti d’accordo: chi viola il codice della strada merita la multa (biciclette comprese)… ma si dovrebbe anche prendere in considerazione che strade è costretto a percorrere il ciclista.
Siamo invasi di auto, ce ne sono parcheggiate in doppia fila dovunque, spesso anche sulle piste ciclabili e l’80% delle vie di Pesaro sono rischiose per un ciclista. E complimenti ai nostri organi di (dis)informazione che riescono a colpevolizzare le biciclette.
Temiamo che questi annunci nascondano in realtà un malcelato disimpegno della nuova giunta verso la mobilità alternativa e leggera.
Peccato, in questi ultimi anni avevamo fatto notevoli passi avanti (navette gratuite, piste ciclabili che aumentavano decentemente), sta a vedere che ci toccherà davvero rimpiangere l’ex assessore Michele Gambini e continuare ad andare in bicicletta in strade sconnesse e pericolose e ringraziare le auto (che anche noi guidiamo) e i mezzi pesanti che vorranno risparmiarci.
Ci rimane solo un sogno: che un giorno non molto lontano (ma ne dubitiamo) anche a Pesaro e comunque in tutta Italia si potrà andare in bicicletta come in Danimarca o in Olanda.
AnnaMaria Pierangeli & Fabio Tonucci.
Ordinaria follia
E’ Ferragosto, un giornata di festa per noi liberi cittadini. Ma allo stesso tempo è una giornata di ordinaria violazione dei diritti umani, ai danni dei detenuti, nelle carceri italiane.
Scrive Carmine, 21 anni, detenuto nel carcere di Lucera, in provincia di Foggia: «Siamo in 270 in un carcere che ne può ospitare 120. Mi trovo in una cella da un posto ma siamo in due e se uno si alza l’altro deve stendersi. Il bagno è in mezzo alla stanza dove non c’è porta e nemmeno un tramezzo, in pratica è come andare in campagna ma almeno lì sei da solo. Dal corridoio passano le fogne che puzzano e ci sono scarafaggi che entrano nelle celle, un periodo ci sono stati anche i pidocchi nelle docce. Il mio compagno di cella ha l’epatite C, io devo fare una risonanza alla gamba ma l’aspetto dal 2 aprile».
Mentre fuori ci fanno credere che “chi è al fresco sta meglio di noi”, la verità è esattamente all’opposto. Queste frasi sono state scritte da un detenuto nelle carceri italiane, non in quelle di uno dei tanti Stati autoritari nel mondo. Può un Paese che si considera tra i Grandi del mondo violare in questo modo i diritti umani?
Continua Carmine: «Le educatrici e gli assistenti sociali sono molto lenti e non ci aiutano. Se una persona c’ha da scontare poco, qui ti fanno fare tutta la vita. L’infermeria spesso non ha farmaci che poi arrivano dopo 4 o 5 giorni e questo è dovuto al fatto che siamo troppi. Vedi la legge com’è cattiva? Come faccio a reagire al sistema malato che dice: male hai fatto e male ti faccio? Qui sono come quelli del carcere minorile dove mi picchiavano e dove mi hanno rovinato. Sai, ho perso l’occhio sinistro, vedo solo ombre. Ci vorrebbe un bell’articolo per tutto questo».
15 agosto 2009, nella Regione Marche hanno aderito all’iniziativa dei Radicali:
Paolini Luca – Deputato – Lega Nord (nelle carceri di Fossombrone e di Pesaro)
Della Vedova Benedetto – Deputato – Popolo delle Libertà (nelle carceri di Fossombrone)
Romagnoli Franca – Consigliere Regione Marche – Popolo delle Libertà (nelle carceri di Ancona e Fermo)
Brandoni Giuliano – Consigliere Regione Marche – Rifondazione Comunista (nelle carceri di Ancona ed Ascoli Piceno)
D’Anna Giancarlo – Consigliere Regione Marche – Popolo delle Libertà (nelle carceri di Fossombrone e di Pesao)
Ultimo commento: sembra a noi o lo schieramento di Destra è molto più sensibile della Sinistra su questi argomenti? Ci complimentiamo.
E’ poco ma non sicuro
“Sicurezza” normalmente significa sapere che ciò che faremo non provocherà danni.
Ma quando questa parola entra nelle bocche delle maggioranze nostrane cambia velocemente il suo significato. Altrimenti non si spiegherebbe perchè per garantire la sicurezza energetica, ad esempio, viene scelta la fonte meno sicura, quella nucleare. Oppure perchè per contrastare la criminalità vengono stanziati meno soldi alle forze dell’ordine dirottandoli verso le ronde (come dopo svariati mesi ha confermato anche Tosi). Ancora un esempio? Per la sicurezza antisismica vengono spesi miliardi di euro per un Ponte sullo Stretto e poi vengono abbondonate alla loro precarietà le zone limitrofe.
In questo contesto la parola “sicurezza” vede sfumarsi il proprio significato. E’ sicura la globalizzazione che sposta oggetti, servizi e alimenti in ogni angolo del mondo, mentre se a spostarsi sono le persone talvolta ciò diventa un reato, essi diventano clandestini, insicuri per i cittadini.
Era sicuro – e questo lo era per davvero – che il Senato avrebbe rilanciato il nucleare e che la Camera, con il voto di fiducia, avrebbe confermato le nuove norme sull’immigrazione. Ma chi dimostrerà le virtù di questi provvedimenti? Saranno ancora una volta smentiti soltanto dopo aver provocato danni irreparabili? Questa volta lo dico io: è sicuro!
Pensiamo solamente che per coprire col nucleare un quarto del fabbisogno energetico italiano (l’obiettivo dichiarato dal Governo) servirebbero sette reattori nucleari da 1.600 megawatt, depositi per le scorie, impianti per la fabbricazione dei combustibili, cantieri atomici aperti per almeno un ventennio e soldi pubblici e privati. E pensare che ancora i rifiuti radioattivi delle centrali nucleari italiane dell’epoca devono ancora essere smaltiti e per ora sono riposti in magazzini altamente insicuri oper tale ruolo.
Ma siamo sicuri che le norme approvate da Camera e Senato abbiamo davvero le finalità dichiarate? O non sono piuttosto chiacchiere (atomiche) e distintivi (per i rondisti)? Solo la volontà di dare l’impressione che si sta facendo, senza fare un gran chè o, comunque, senza fare gran chè di buono? Forse bisogna propendere per quest’ultima ipotesi. Questo è poco ma sicuro.
Un consiglio sporco…
… o per lo meno non trasparente
Il Comune garantisce il diritto all’informazione della popolazione, considerandolo indispensabile per lo svolgimento dell’attività amministrativa e per la effettiva partecipazione della collettività alla vita sociale e politica del Comune.
Inizia così l’art. 22 dello Statuto del Comune di Pesaro. Il principio della pubblicità dei lavori sembra così essere garantito.
Eppure basta accedere al sito del Consiglio Comunale di Pesaro per vedere quanto questa norma sia trascurata. L’ultimo aggiornamento risale al 28.04.2009. Da allora ci sono stati altri quattro consigli comunali a cui non è stata dedicata nessuna pubblicità su uno strumento importante come la piattaforma web dell’organo amministrativo.
Qualcuno obietterà che la nuova Giunta si è appena formata, che tutti devono ancora ben capire e definire il proprio ruolo istituzionale, ma all’interno di tutto ciò la cittadinanza in che angolo viene trascurata?
Ce lo siamo chiesti e ce lo richiederemo: dopo le elezioni serve a qualcosa il cittadino per gli amministratori?
Per dovere di cronaca verso i nostri lettori, ricordiamo che oltretutto fin’ora non ci sono stati solamente dei consigli ordinari, bensì proprio sabato scorso ce n’è stato uno straordinario motivato da urgenza (ed anche su questa “tasto” si potrebbero spendere fiumi di parole).
Ma se la città ha qualche urgenza, perchè i cittadini non ne devono essere al corrente?
Consiglio comunale infuocato
Con qualche giorno di ritardo (anche se nel nostro forum siamo stati velocissimi) siamo qui a commentare l’ultimo Consiglio Comunale, a dir poco… infuocato. Non succedeva da tempi immemori ma finalmente la maggioranza è “andata sotto” sulle votazione del piano Secchi, che comprende la nuova cittedella universitaria, e l’ex carcere minorile.
Il consigliere della Rosa di Pesaro, Massimo Cesarini, ha chiesto la parola chiedendo il rinvio delle contro deduzioni sul piano, citando l’articolo 88 del regolamento del Consiglio, mentre il Consigliere Mauro Mosconi (facente parte della maggioranza) ha detto di essere contro i documenti presentati ai consiglieri perchè non erano passati prima in commissione Urbanistica. Resterà un frase celebre quell’”Io non sono una radio fm am. Non sono un transitor”.
L’ultimo intervento prima del voto è stato quello del Consigliere Pd, ex Verdi, Balducci che si è espresso unanimemente a Mosconi di Vivi Pesaro.
Maggioranza che diventa minoranza, quindi. E’ questo un male? Od un bene ed un inizio di un dialogo in Consiglio? Sarà questo il primo buon Consiglio Comunale che ha Pesaro?
Il Consiglio si riunirà, comunque, domani perchè i documenti che debbono essere convertiti entro e non oltre questa settimana. In caso contrario tutto il lavoro fatto si azzerra e toccherà ripartire da capo.
Se la legislatura dovesse continuare a questo modo, la Giunta avrà delle gatte da pelare ed il Consiglio tanto da lavorare… noi non ci aspettiamo altro.
Tagliamo i chilometri
La nuova frontiera del km 0, in questo momento di crisi, può essere un’opportunità per trainare l’economia locale.
Non è solo conveniente dal punto di vista economico, ma anche dal lato logistico. Consumare prodotti curati e gestiti da produttori locali, incita una minor speculazione sui prezzi nella filiera della distribuzione e serve come incentivo per il territori0.
Sono nati in molte città i farm market, ossia dei coltivatori diretti che vendono i loro prodotti, scontati mediamente del trenta per cento, nelle aziende agricole o nei mercati.
La nuova frontiera del farm market e l’associazione di coltivatori diretti si trasformano in cooperative che aprono negozi nelle città creando così non solo una catena di negozi ma anche una propria filiera di distribuzione, una nuova concorenza per iper e megastore della grande distribuzione.
Il km 0 è anche competitivo sul mercato. Molto spesso si tratta di colture biologiche (ma non sempre!), adatte a tutte le fascie di età. Nel km 0 entra di tutto, fino alla macellazione di carne fatta dagli allevatori e curata nei criteri di legge.
Valutiamo bene le offerte del mercato abbinando il piu possibile il km0.
Grillo ed il tallone di Achille
Siamo felici di pubblicare questo articolo di Andrea Marzi, arrivatoci via mail. Ricordiamo che l’indirizzo dove potete inviare articoli o segnalazioni è: spettatorimaipiu@virgilio.it

La notizia della candidatura di Grillo a segretario PD mi ha sorpreso positivamente, una bella idea. Grillo oggi in Italia è la persona che dice più “cose di sinistra” e nessuno più di lui ha saputo interpretare in questi anni i bisogni di una parte della base del centro-sinistra.
Tuttavia, riflettendo sulla mia esperienza all’interno dei Meet up trovo un punto debole e incoerente nell’idea di candidarsi con l’atteggiamento di dare lezioni di democrazia.
Grillo ha diritto di dire tutto quello che vuole (molte di quelle cose le apprezzo, come già detto) anche in termini critici sul PD, su Berlusconi e sulla pseudo democrazia vigente in questo paese. Inoltre ha avuto il merito di creare dal nulla un movimento con un grande seguito.Il problema secondo me sta qui.
Il limite di Grillo sta nel fatto che per organizzare le persone che ne condividono le idee ha dovuto “appoggiarsi” ad una piattaforma, ad un tipo di organizzazione che è nata per rispondere a criteri di condivisione-informazione sulla rete (e da qui nella realtà) ma non di democrazia partecipativa.
Ad esempio la regola della piattaforma Meet up chiede al “capo” locale (detto “organizer”) di pagare 19 dollari al mese. Nient’altro. Non essendo una piattaforma “politica”, nessuno, tantomeno Grillo, chiede ai singoli gruppi locali di organizzarsi in maniera democratica e rappresentativa, ad esempio eleggendo l’organizer.
Questo significa che paradossalmente alcuni Meet up italiani siano meno trasparenti e democratici degli stessi organi di partito locali.
A Pesaro ci sono due Meet up, ma mentre quello chiamato “Spettatori mai più” ha eletto le due organizer in carica mentre nel più “storico” Meet up 16 la carica è autoassegnata dal 2006 e l’attuale titolare potrebbe decidere di rimanere al suo posto per tutta la vita…
In poche parole i segretari comunali di Udc, PD e Popolo delle Libertà di Pesaro sono sulla loro poltrona da meno tempo (e sono stati votati dagli iscritti) dell’organizer del Meet up più numeroso di Pesaro.
Dato questo stato di fatto a me sembra che Grillo abbia tutta la credibilità del mondo per fare le sue critiche e le sue importanti proposte in temi politici etici ambientali, ma per insegnare la democrazia agli altri, non mi sembra abbia i titoli necessari.
E se si trattasse di un altro lui sarebbe il primo a sbattergli in faccia la verità. Purtroppo la verità è questa ed è bene che le regole, anche di ragionamento, valgano per tutti. Se no che democrazia è?
Detto di Grillo e delle sue forze e debolezze, vorrei aggiungere un pensiero riguardo al PD e alla sua crisi.
La risposta rigida e rifiutante che la maggior parte dei dirigenti PD ha dato alla candidatura di Grillo, spiega il perché quel partito vada via via rimpicciolendosi invece che interpretare il bisogno che c’è in Italia di un partito che si allarghi al massimo a coprire il più possibile l’elettorato di sinistra e centro-sinistra. In poche parole quei dirigenti avrebbero dovuto essere strafelici della candidatura di Grillo e invece…
Vabbè, se il PD è ridotto così, dei responsabili ci saranno pure, e infatti…
A titolo di cronaca aggiungo che un sondaggio in tempo reale di Crespi Ricerche (nell’eventualità di primarie PD) assegnerebbe a Grillo il 20%, a Bersani il 25 e a Franceschini il 27, con Marino al 15%.
Inceneritore:NO GRAZIE!
Lunedì 13 luglio si è tenuta, presso un ristorante di Schieppe, un’assemblea generale del coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano.
Ho deciso di essere presente per farmi un’idea di quello che sta succedendo in quella valle dal 2004, cioè da quando la regione Marche ha dato un permesso alla ditta “Wafer zoo srl” di costruire un impianto a biomasse nella zona di Schieppe, vicino ad Orciano.
Il dibattito verteva principalmente sullo stato di illegalità diffusa che tutt’ora riguarda questa vicenda.
La Wafer zoo continua indisturbata il suo lavoro di essicazione di foraggi per mangimi malgrado ci siano referti relativi ad ispezioni in loco, fatte dalla asl e dai vigili del fuoco, che riportano chiaramente il non rispetto delle regole, anche di sicurezza, da parte della ditta stessa.
Il comitato ha sottolineato più volte, documenti alla mano, le irregolarità avvenute. Sono stati mostrati i verbali dei vigili del fuoco e della asl, hanno fatto esposti al sindaco di Orciano e denunce alla Procura della Repubblica ma senza ottenere alcun riscontro. Il timore dei cittadini della valle di ritrovarsi un inceneritore sotto casa è sempre grande visto che nel maggio 2009 la suddetta ditta ha iniziato la realizzazione di una platea in cemento armato di 2100mq prevista nel progetto iniziale, la vicenda è stata prontamente segnalata al Sindaco di Orciano da parte di un consigliere comunale.
Il fatto è che la zona di Schieppe, ritenuta di rilevante valore ambientale paesaggistico, è sottoposta a tutela integrale ed inclusa nella ZPS 8 (zona a protezione speciale) e non si capisce perché le autorità preposte non siano intervenute quando, dice il comitato, in un caso analogo all’interno del Parco del Monte San Bartolo (un percorso di terra di 300m) l’intervento e il sequestro dell’area sono avvenuti immediatamente dopo la segnalazione.
Come mai tanta differenza di trattamento? Forse gli ambienti frequentati dai vip meritano maggiore attenzione?
Crediamo di si, ma non solo. Siamo sicuri che questa indifferenza, questa omertà siano dovute anche alla necessità da parte degli amministratori di non creare un precedente “dannoso” per la fiorente attività degli inceneritori. Pensate quale eco potrebbe avere la notizia: “ termovalorizzatore bloccato da un comitato di cittadini”… potrebbe anche passare l’idea che scendendo in piazza, impegnandoci per il nostro territorio potremmo cambiare le cose.

